Tetta D'Eclissi
69max
Nomi e luoghi trattati in questo racconto sono reali. Fatti realmente accaduti la sera del 12 Agosto 2026, in compagnia della coppia Anastasia & Mattia.
Una giovane donna in compagnia del proprio uomo si aggirava oggi pomeriggio per la galleria del centro commerciale. Il mio occhio è stato letteralmente rapito dal seno grosso e flaccido di lei che debordava candido lateralmente dalla canottiera in seta nera. Mezza tetta era fuori.
Il mio pensiero è corso immediatamente a quelle splendide mammelle, candide, larghe e sicuramente con un capezzolo pronunciato rivolto verso il basso.
Tacco pronunciato, gonna in seta corta svolazzante ad ogni su passo, capigliatura folta riccia, ideale per uno scatto al tramonto in contro luce.
E cosa di meglio di uno scatto all’eclissi, una mammella in controluce con capezzolo pronunciato, basta solo convincerla.
Approccio veloce, una donna così preparata, sicuramente vuole farsi notare, ed io non perdo l’occasione per rompere il ghiaccio.
Mi avvicino e scherzosamente chiedo se la tenuta scura le serve per fotografare l’eclissi al tramonto. La donna un po' stupita cerca con gli occhi il proprio uomo che già alzava la cresta per l’approccio.
Certe sensazioni o le hai a pelle o vai in bianco.
Interviene l’uomo interessato alla cosa, confermando che stavano cercando un luogo dove poter osservare l’eclissi in tranquillità.
Ormai sono le diciannove ed il mio turno è terminato, dovevo solo raccogliere la giacca della moto e la fotocamera.
“Io sto per andare nell’argine qui vicino, il sole tramonta riflesso tra le crespe dell’acqua. Pochi minuti di intenso piacere.
Volete aggregarvi?”
I due si guardano e con uno sguardo di intesa accettano l’invito.
Percorriamo velocemente il tratto di strada io in moto loro a seguito con la loro vettura. Arrivati sull’argine, una lieve brezza fresca ha iniziato ad alzarsi, spostando i folti ricci di Anastasia e schiacciando il sottile strato di seta che le ricopriva i seni contro il corpo rafforzandone le forme. Il vento si alternava spingendo verso l’alto la gonna di Anastasia, spostando la bretella della canottiera e scoprendone le spalle bianche.
La scena si presentava molto erotica.
Montato l’attrezzatura, provo un primo scatto per regolare i tempi. Scatto con l’obiettivo al massimo contro il seno in controluce della donna, esaltandone il bianco della mammella, il nero della seta e la forma del capezzolo.
La donna si avvicina per controllare lo scatto sul monitor della camera, contemporaneamente appoggia i suoi pesanti seni sulle mie spalle facendomi sentire tutto il loro calore.
“Vediamo”
Stupita dall’immagine, chiama Mattia, il suo uomo. Pure lui rimane incantato e chiede di procedere con gli scatti.
Chiedo ad Anastasia di mettersi in posa senza coprirmi totalmente il sole e di muoversi liberamente a piacere. Da buon fotografo (non esageriamo) le chiedo di raccontarmi la calda giornata di oggi e del loro giro in centro commerciale per creare un contatta con la donna.
“Veramente cercavamo un poco di refrigerio. Oggi ho sudato molto, le mie grosse tette ne risentono molto con questo
caldo, si incollano alla pelle. Stesa non posso rimanere, in piedi colo sudore, solo alla pecorina mi sento in libertà”
Risposta audace e chiaramente compromettente.
Tradotta, ho voglia di prendere cazzo.
Loro non mi conoscono, so fare di meglio.
“Un orgasmo rilassante placherebbe le tue pene, cosa ne dici Anastasia?”
La donna con una lenta mossa, ha sollevato la piccola gonna che la ricopriva voltando contemporaneamente lo sguardo.
La macchina ha iniziato a scattare a raffica, immortalando lo sguardo, il movimento ed il suo splendido pratino curato.
“Non ho le mutande, fa troppo caldo, te ne sei accorto?”
Continuando ad arieggiarsi sollevava ed abbassava la gonna mentre la macchina continuava a sparare fotogrammi.
“Ti diverti immagino. Non trovi molte donne a farti da modella in questa maniera”
Effettivamente la ragazza sapeva chiaramente della difficoltà di reperire un’immagine femminile da immortalare in camera.
“Dopo mi devi ricompensare. Aspetto la tua ricompensa.”
Ormai il sole è sceso all’orizzonte e la ragazza si è messa in posa vicino ad un grande pioppo mentre Mattia la continuava a guardare deglutendo eccitato.
Il calore si fa sentire, la canotta della donna inizia a bagnarsi sotto il seno per le goccioline di sudore che le scendono tra le tette, molto eccitante.
“Vedi. Queste tette giganti si bagnano sempre, e non solo loro.”
Lascio la mia attrezzatura, mi avvicino alla donna per sistemarle la spallina della canottiera e scattarle una foto sexy. Anastasia si lascia toccare senza problemi, acconsente. Appena scattato continua la posa da sola, abbassando la bretella e scoprendo gran parte della mammella chiarissima. Scatto, un ultimo scatto e decide di iniziare il gioco.
Mi avvicino a lei. le sollevo la bretella, lascio la mano scorrere lungo il fianco di lei per poi risalire ed alzarle le braccia tenendole sollevate in aria.
La donna è tranquilla e rilassata, si lascia comandare, sottomettere.
Con una mano le trattengo le braccia alte mentre con il palmo dell’altra mano seguo il braccio scorrendo sotto l’ascella, accarezzo il seno sporgente e termino la corsa sopra l’addome a palmo aperto. Lei d’istinto ritrae l’addome inarcando il posteriore contro il mio bacino. Sento tutto il calore delle sue natiche contro il mio pene. Mentre la trattengo per sentirne il piacere, lei con lenti movimenti cerca lo sfregamento delle chiappe contro il mio pene. Mattia guarda difronte a noi ed inizia a slacciarsi i pantaloni, infila la sua mano tra i boxer ed inizia a toccarsi il pene fissando la sua donna preda delle mie mani.
Anastasia rilascia una seria di piccoli gemiti, prova una serie di piccole contrazioni dal piacere che inizia a provare.
Con la mano sull’addome tenendole sempre alte le braccia risalgo sotto la canotta facendo scivolare la seta e scoprendone i seni bianchissimi. D’ improvviso Mattia estrae il suo cazzo ed inizia a masturbarsi con vigore ammirando la propria donna sotto il tocco delle me mani come stesse guardando un porno.
Anastasia è particolarmente rilassata, si lascia andare e non ostacola il mio tocco. Rilascio il seno e scendo nuovamente lungo la pelle vellutata del ventre mente lei si corica in avanti aprendo le cosce, come a chiamare le mie mani più giù.
Non scendo volutamente e subito un profondo sospiro le gonfia la cassa toracica espandendo i grossi seni sotto la canotta. Risalendo sposto la bretella lasciando spazio per far uscire il grande seno e poterlo accarezzare con tutto il palmo della mano aperto.
Il calore, le voglie ed il sudore di lei, lubrificano perfettamente la mia mano che scorre sulla sua liscia pelle lucida di piacere.
Ancora una volta scendo pizzicandole il capezzolo per assaporare il suono del suo gemito ed ancora una volta lei risponde allargando le gambe. Crudelmente ancora non scendo nel giardino dell’Eden, la devo far soffrire. Anastasia singhiozza dal piacere, si strofina contro il mio corpo ne cerca il contatto mentre la tengo sempre in balia delle mie mani a braccia sollevate. E’ mia prigioniera.
Mattia continua ad osservare masturbandosi, ha il cazzo fortemente eccitato ed in tiro. Abbassa il prepuzio con forza per godere di più mentre ammira la sua donna godere sotto il tocco delle mie mani.
Scendo nuovamente tra le tette bagnate, le premo con forza per sentire la donna godere, scorro lungo l’addome. Anastasia risponde aprendo le gambe e chinandosi in avanti. Questa volta passo il monte di venere, scorrendo lungo la fessura delle labbra mi faccio spazio allargando la carne calda e bagnata, le infilo un dito nell’interno vagina stimolandola ripetutamente fino a sentire un grido ed un getto caldo di piacere. La donna in balia del piacere rilascia un forte gemito, si piega mi stringe le braccia e tiene stretta la mia mano tra le cosce premendo fortemente contro la vagina. Alcuni spasmi e delle fortissime contrazioni attanagliano Anastasia, sento la sua vagina stringere la mia mano. Ho fatto raggiungere l’apice del piacere alla donna.
Mattia assistendo all’orgasmo di lei ha rilasciato un violento getto di sborra addosso la gonna nera della donna.
Ormai esausta Anastasia si è asciata contro il mio corpo cercando riparo e consolazione.
Il suo dovere non era terminato.
Il cazzo di Mattia era ben in tiro, con la cappella completamente bianca, qualcuno doveva pulirlo.
Così in balia della mia prigionia, ho girato il volto della ragazza verso il membro del compagno e sorreggendone il viso le ho sfregato la bocca contro la cappella gonfia. La donna ha colto subito e sottomessa ha iniziato a lucidare il cazzo di Mattia leccandone ogni goccia residua.
Terminato senza dire nulla si è girata verso di me, mi ha sbottonato i miei pantaloni, estratto il pene ed ha iniziato a pompare a tutta gola.
Il sole era ormai basso. Nella penombra la bocca di lei, da vera regina lavorava il mio cazzo fino a farlo venire ed ingoiarne la ricompensa.
Piena di sperma Anastasia si è girata verso Mattia chiedendo un bacio in bocca assaporando assieme l’orgasmo dell’eclissi.
Il fiume prendeva ormai il rossastro del tramonto, il sole lasciava spazio alla luna e alle stelle. Da Gentlemen quale mi ritengo, ho risistemato le spalline di Anastasia. Con una salvietta le ho passato la scollatura umidiccia di orgasmo e sudore, le ho poi aggiustato la gonna prima che lei regalasse a me e Mattia come ultima scena una pioggia dorata ringraziando il tramonto.
Ringraziandoci e salutandoci ci siamo dati appuntamento alla prossima avventura se mai ci rincontreremo.
La natura fa sempre parte delle mie esperienze ho questa grande attrazione all’ outdoor che mi porta ad incontri magnifici.
Trasgressione, rischio, adrenalina, il cuore pulsante dei miei incontri.
Ringrazio Anastasia e Mattia per la loro fiducia, per tutto ciò che abbiamo trascorso assieme.
Loro sanno dove trovarmi e spero di poterli rivedere anche per scambiare due semplici chiacchiere.
Come sempre chiedo un vostro feedback per migliorare i racconti. Chi volesse partecipare mi può contattare dal sito, rispondo sempre magari non subito, ma l’educazione mi porta a rispondere.
Grazie del vostro tempo e buona lettura
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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